Esperienza a tutti i costi? Turismo esperienziale in montagna

Parola magica per il turismo: “emozione”. Anche i piani strategici per la promozione della montagna si orientano verso quella che viene definita una frequentazione esperienziale. Ci sono workshop, linee guida e definizioni tecnico-teoriche per strutturare l’offerta nei termini di “wow” e “ooh”. Obiettivo: proporre attività memorabili che s’imprimano nel cuore, nella mente ed incidano – possibilmente con altrettanta efficacia – sul portafoglio. Il marketing per quanto voglia farsi wild, rimane pur sempre commercio.

Italian Stories
Italian Stories unisce turismo e dimensione esperienziale alla scoperta delle eccellenze artigianali del nostro paese. Una strategia furba che garantisce la giusta visibilità alle località mediante la valorizzazione dei mestieri tradizionali.

Ecco allora che il “prodotto” retrocede. Acquisti un sogno. Paghi per la tua libertà. Se nella routine sborsiamo per piccole esigenze quotidiane che finiscono con l’assillarci (la spesa, l’abbonamento alla palestra, al bus, al treno, ecc.), qui invece investiamo nella nostra realizzazione. La frustrazione del lavoro ripetitivo, del collega pedante e del pendolarismo sfiancante cessa per una bolla di piena, godutissima soddisfazione, senza vincoli di spazi o di tempi.

È questa la logica che sta alla base della campagna video di MySwiterzland. Sempre attuali, freschi e scanzonati. L’impiegato costretto nel giacca-e-cravatta del lunedì mattina si trova sbalzato dalla sua condizione urbana: in un gioco di continui rimandi si proietta a pescare nei laghi ed a correre sui verdi pascoli della Svizzera. Messaggio? La natura chiama. Tu sei natura. Rispondi alla tua natura.

video my switzerland la natura ti rivuole
La natura ti rivuole. Il video promozionale di My Switzerland che gioca sulla contrapposizione tra ambiente urbanizzato e rurale.

Ma è proprio così? Spesso accade che sia invece la dinamica cittadina dell’ufficio, del traffico, della folla ad invadere lo spazio “incontaminato” della vacanza in quota. Insomma: anche se snodi la cravatta, il giogo al collo spesso rimane. Volevi la vacanza “selvaggia” nel cuore della foresta? Se il parco non offre toilette nel bosco, sale l’irritazione (e non parlo delle ortiche su cui malauguratamente ci s’imbatte). Ambivi al distacco totale? In molte valli, tra cui la mia, il segnale del cellulare è altalenante ed i rifugi sprovvisti di wifi sono spesso bersagliati da aspre critiche dall’utenza. Il tuo desiderio era la libertà da ogni limitazione? Ti ritrovi incanalato nelle code – al cinema, al negozietto, in farmacia e agli impianti, d’inverno e d’estate. Senza sosta, senza tregua.

turisti in coda a Sauze d'Oulx
La coda? Anche per acquistare il pane in alta stagione nelle località turistiche più in voga. In foto la fila a Sauze d’Oulx (To).

Basta acquistare un pacchetto vacanze per tornare alla nostra natura? E’ sufficiente un selfie in cima alla SkyWay per far volare in alto le nostre emozioni? Insomma: si può strutturare, progettare e vendere, coi giusti mezzi e compromessi, l’esperienza?

Il ritorno al naturale lo si conquista con la costruzione attiva dell’esperire, del conoscere, dell’esplorare. Costa fatica, sudore, impegno ed una buona dose di consapevolezza di sé e della realtà che si vive. E tanta onestà: verso se stessi, per ammettere che siamo natura, ma siamo anche umani. E se “la natura ti rivuole”, come recita il claim, quello che richiede è più di un click o di una strisciata di bancomat.

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