Outdoor. Non importa cosa, ma come!

C’era una volta un re. No. C’era una volta una vecchia signora che, sotto sotto, era un re. Ma che storia è questa? Più che una storia è una filastrocca inglese che risale all’epoca di Giorgio II. Il sovrano lanciò la moda delle parrucche maschili. Bianche, cotonate e con l’effetto “old lady”. Da qui l’elaborazione favolistica del popolo che traspose la figura del monarca in quella di un’anziana che viveva in una grande scarpa (la Gran Bretagna) con così tanti figli da non sapere che farsene (i sudditi). L’epilogo,in linea con l’intento satirico, non era proprio pedagogico: la vecchina spediva i bambini a letto con una cena raffazzonata e una gran dose di scapaccioni.

Il testo della filastrocca nell’edizione del 1888 dell’editore statunitense McLoughlin Bros.
Il testo della filastrocca nell’edizione del 1888 dell’editore statunitense McLoughlin Bros.

Nella versione che echeggia nella mia memoria non v’è traccia di bistrattamento, ma capeggia il grande scarpone abitato. Il mio libro dell’infanzia lo raffigurava come un luogo magico. L’oggetto ha già in sé un suo fascino quasi fatato: lo scarpone è emblema della camminata e segna simbolicamente il passaggio dall’ambiente urbano, a cui si può far fronte con ogni calzatura, a quello naturale, esplorabile con accorgimenti specifici. È un confine ben identificato che prende piena evidenza nel concetto di outdoor. In italiano sarebbe “fuori porta”, lontano dalla zona domestica e cittadina. In linea con questa idea, l’Outdoor Expo di Bologna ha scelto come visual principale proprio lo scarpone. Abitato ed animato, si fa location per le attività che spaziano attraverso gli elementi naturali scanditi da una chiara tripartizione cromatica: l’azzurro per l’acqua (sup, sub) e l’aria (deltaplano), il verde per l’esplorazione terrestre (mountain bike, camping, trekking) ed il grigio per le discipline più rock (arrampicata ed alpinismo).

Siamo tutti nella stessa barca? No, nella stessa scarpa!
Siamo tutti nella stessa barca? No, nella stessa scarpa!

Per una volta non è nel foot. Permettetemi il gioco di parole tra piede/fondopagina. Lo scarpone è in primo piano a riportare attenzione all’aspetto attivo della frequentazione, al tastare il terreno ed al prendere contatto con l’irregolarità propria della natura. Io ho sempre vissuto in montagna. Quando ero piccola della città mi sconcertava soprattutto una cosa: per terra non c’era la “terra”! C’era l’asfalto ben livellato, i marciapiedi acciottolati o lastricati con i loro cordoli regolari e simmetrici – ma la terra, quella vera, era porzionata a minime ciambelle intorno agli alberi asserragliati dal cemento.

Salvare il mondo? Da bambina, volevo liberare gli alberi.
Salvare il mondo? Da bambina, volevo liberare gli alberi.

Venerdì 2 marzo ho partecipato al primo evento italiano dedicato esclusivamente agli sport ed al turismo outdoor grazie all’invito di MountainBlog al progetto Clouds. Traendo ispirazione dagli stand, ho realizzato quanto azzeccata fosse la scelta della calzatura per la locandina dell’evento. Non perché fa leva su una raffigurazione iconica, quasi “mitica” dell’immaginario montano (c’è persino chi si fa tatuare un paio di scarponi) fino ad esserne la voce ufficiale (per chi non lo sapesse, Lo Scarpone è l’house organ del Club Alpino italiano). Nemmeno perché focalizza sull’attrezzatura andando ad intercettare una tendenza di vendita crescente nel marketing europeo. Secondo me è un contenuto visuale vincente perché riguarda tutti: climber, runner, biker e così via. Coinvolge anche chi si approccia da poco a questo mondo ricordandogli saggiamente di “rimanere coi piedi per terra”, di radicare concretamente la propria esperienza senza consumarla nei voli pindarici virtuali dove l’empiria si smaterializza a suon di like. La realtà si cambia a piccoli passi: nell’outdoor, come nella vita, non conta cosa fai, ma come lo fai.

Scarponi che lasciano il segno... sulla pelle ! (Fonte: Mphora.com).
Scarponi che lasciano il segno… sulla pelle ! (Fonte: Mphora.com)

BLOGGER MEETING

Ho vinto il premio speciale al Blogger Contest 2017 con un breve racconto intitolato “Libera i piedi, la mente seguirà”. Ora più che mai, ne sono convinta. Tutti i tragitti che ho percorso mi hanno condotta ai risultati che attendevo. Non perché inseguissi un “qualcosa”, ma perché ricercavo un “come”. Anche questi 800 km andata e ritorno a Bologna hanno permesso di confrontarmi con persone dalle storie fantastiche, blogger come me, selezionati da Mountain Blog per partecipare al progetto Clouds. Fin dai primi scambi di informazioni, la sensazione è quella di far parte di una community che va oltre lo schermo: dall’online all’outdoor attraverso la via della conoscenza.

Ecco la principale differenza che io avverto tra i cultori del “cosa” ed i cercatori del “come”. C’è chi agogna un risultato, un oggetto, un riconoscimento, un lavoro. Nel web comprano like, fondono account e postano senza curiosità, né originalità, magari ricorrendo ad un bel copia e incolla. E poi c’è chi lavora sul metodo, sul sé, sulle abilità che porta nello zaino: sono strumenti che non hanno una forma ed una funzione ben precisi. Sono gli attrezzi multiuso che mostrano la versatilità di chi se li è costruiti con pazienza, perizia e tanto impegno. Sono le armi che sfoderano per creare valore. E che hanno riconoscimento da parte di quelle realtà aziendali che sanno agire sulla qualità. L’incontro con Chiara de Pol e Valentina Cappio di Trentino Marketing ci ha confermato questa idea: la strategia di promozione social e digital di Visit Trentino premia l’autenticità e la competenza. Al di là dei follower e delle statistiche, è il contenuto genuino e sapientemente organizzato che porta il blogger a divenire influencer. Non  la fama di celebrità, ma è la sete di conoscenza a creare autorevolezza e professionalità. E la simpatia? Non manca: compagni di Clouds, non vedo l’ora di incontrarci per un nuovo raduno di penne. Nere? No: siamo alpini, ma non fino a questo punto! Siamo penne virtuali e… verticali (felice espressione coniata da Claudio Rovere).

Lo spazio Clouds Arena by Mountainblog all'Outdoor Expo Bologna 2018.
Lo spazio Clouds Arena by Mountainblog all’Outdoor Expo Bologna 2018.
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