SOLO FONTINA? C’E’ MOLTO DI PIU’ ED E’ TUTTO DA SCOPRIRE

Viviamo l’epoca del villaggio globale, la rete onnivora del web che tutto fagocita, elabora e connette. La rivoluzione digitale ci ha ispirato un senso di profonda innovazione: mai come prima ci siamo sentiti collegati gli uni agli altri. Tecnicamente. Ma umanamente? Mai come prima ci siamo sentiti isolati: freddi smiley lanciati da una tastiera, un avatar sullo schermo ed un pungente senso di insoddisfazione. E dunque? Sempre più spesso ci separiamo dalla vita virtuale, dal nostro alias social, alla ricerca dell’esperienza reale che ci faccia gustare l’ebrezza e la bellezza dell’essere umani. Dove? Nel villaggio alpino.

Borgate di ieri e di oggi (Ph: Federico Amanzio).
Borgate di ieri e di oggi (Ph: Federico Amanzio).

Qui la community è fuori dallo schermo. Le relazioni corrono wireless negli spazi comuni: il bar del paese è la bacheca dove passano le condivisioni giornaliere, si postano notizie e si esprimono in forma diretta i like e talvolta i dislike (che nell’iper liberale realtà social sono invece assenti per evitare negatività perturbanti). Passiamo dal touch screen al toccare con mano. E ci piace. Nessuna second life ONLINE, per quanto perfetta, potrà renderci appagati quando la vita OFFLINE (con tutte le imperfezioni del caso).

Les Villages du Fallère (Ph: Federico Amanzio).
Les Villages du Fallère (Ph: Federico Amanzio).

Su questa intuizione nasce Les Villages du Fallère. Un progetto di cooperazione tra nodi di una rete territoriale. Siamo in Valle d’Aosta, sul soleggiato altipiano di Vetan a 1770 metri di altitudine, frazione del Comune di Saint-Pierre ai piedi del Monte Fallère. Un brand? No, un simbolo: una sorta di cima totemica che ci invita a (ri)scoprire noi stessi attraverso il contatto con una natura non mediata da impianti di risalita, resort cementizi ed altre soluzioni urbane impropriamente adattate alla montagna.

OUTDOOR IN LUNGO ED IN LARGO

Vetan ha due ineguagliabili pregi. Il sole, che vi farà godere di essere “dalla parte giusta della valle” quando le altre località, anche più blasonate, saranno già in ombra. E poi la terrazza pianeggiante che si apre sopra la località Villette che permette di spaziare non solo in verticale, ma anche in orizzontale. In alto verso Punta Laysser, raggiungibile anche d’inverno grazie ai percorsi battuti dal gatto delle nevi, e sulla vetta del Monte Fallère accessibile d’estate attraverso uno stupefacente itinerario costellato di oltre cento sculture lignee, opera di Siro Vierin. In là si può spaziare sull’anello di fondo e, nella bella stagione, sui numerosi sentieri percorribili anche a cavallo, guidati da istruttori, ed in mountain bike.

Foto tratte dal video promozionale trasmesso dal TGR Vda.
Foto tratte dal video promozionale trasmesso dal TGR Vda.

NEVE MON AMOUR

Estenuanti code alle biglietterie. Ed ai tornelli. E poi sulle piste. Les Villages du Fallère si distanziano dall’industria massificata dello sci: niente impianti di risalita a fune, ma tante attività senza l’ansia della folla sulla neve. Famiglie Slons, Snow lovers no skies, si dilettano con ciaspole, discese in bob ed uscite sulla pista escursionistica per gli amanti dello sci di fondo. Oltre alla classica Punta Leysser, per gli appassionati di scialpinismo c’è la salita sul versante sud al Monte Vertosan con la possibilità di effettuare la traversata verso Saint Oyen affrontando un dislivello complessivo di circa mille metri. Vetan ha ospitatotredici edizioni di BackCountry, quattordici di sci alpinismo tra Campionati Italiani e Coppa Italia e quattro Campionati Italiani di Kitesnow.

L'incanto silenzioso della neve a Vetan (Ph: Federico Amanzio)
L’incanto silenzioso della neve a Vetan (Ph: Federico Amanzio)

A KIND OF MAGIC

Io ho sempre freddo. Capite il mio stupore nel vedere un nutrito gruppo di ciaspolatori in costume da bagno in pieno Gennaio. Saranno nudisti? No, partecipano allo stage di Yoga Tummo, una disciplina praticata anche da Alexandra David-Néel la prima donna occidentale entrata a Lahsa, città sacra del Tibet. Il calore del corpo si irradia e ci si immerge nelle acque gelide del laghetto. Altri invece si radunano intorno alle fiamme del falò acceso accanto all’Ovaa, altare sciamanico Tuvino a tre alberi, costruito nel 1999 dalla Sciamana siberiana Ai-Tchourek Ojun. Danze, tamburi, meditazione: corsi e seminari propongono una visione magica che la location rende ancor più speciale grazie alla vista panoramica. Tra le nubi emergono le cime ed i bianchi ghiacciai del Ruitor, dell’Emilius, della Grivola e del Gran Paradiso.

L'atmosfera magica - quasi magnetica - è nell'aria! (Pf: Federico Amanzio).
L’atmosfera magica – quasi magnetica – è nell’aria! (Ph: Federico Amanzio).

NON SOLO FONTINA

Stavo cercando una stalla, rinomata per la produzione di Fontina, e mi sono imbattuta in una squadra agguerrita, concitante e festaiola. Trail runners? No. Giocatori di Fiolet. È uno degli sport tradizionali regionali che, a prima vista, mi è sembrato una sorta di golf ancestrale. Quello che mi ha colpito non è stata – per fortuna – la pallina, ma i suoni. Il giocatore strepita nel momento in cui il bastone colpisce il fiolet e questo emette un sibilo vibrante che fende l’aria. A ciò si aggiungono i clamori dei compagni, talvolta amplificati da un buon approvvigionamento di birre, che s’acquietano nel dare risposta alla mia richiesta di informazioni.

"Il suono del nome è bello, musicale; e l’immagine del luogo nasce in me da lontano". Lalla Romano, in "Vetan" Liaison editrice, 2008. (Ph: Federico Amanzio)
“Il suono del nome è bello, musicale; e l’immagine del luogo nasce in me da lontano”. Lalla Romano, in “Vetan” Liaison editrice, 2008. (Ph: Federico Amanzio)

Ecco il valore di un turismo di villaggio. Qui non si consumano proposte progettate da piani di marketing predatori. Non trovi il party identico a mille altre feste oppure il classico souvenir made in china. Sei ospite di una comunità che ti offre la sua identità fatta di millenni di storia: recenti ritrovamenti testimoniano la presenza a Vetan del più antico pascolo delle Alpi risalente a 5600 anni fa. Gli abitanti dei villaggi veicolano questo patrimonio unico ed il turista si cala in una dimensione sempre più esplorativa. Solo Fontina? C’è molto di più ed è tutto da scoprire.

Dove Dormire:

Hotel Notre Maison Vetan, www.hotelnotremaison.it
Chambres d’Hotes l’Abri de Vetan, www.lovevetan.com
Petit Coin de Paradis, www.bebvetan.it
Villaggio Gerbore, www.villaggiogerbore.it
Rifugio Mont Fallere (chiusura invernale), www.rifugiomontfallere.it

Dove Mangiare:

Ristorante Hotel Notre Maison Vetan, tel. 0165 908830
Ristorante Vetan, tel. 0165 908960

Attività outdoor

Centro turismo equestre La Granzetta, www.lagranzetta.it
Sci club Vetan, www.sciclubvetan.it
Istruttrice sci nordico, Renée Glarey: tel. 339 6656037

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1 opinione riguardo a “SOLO FONTINA? C’E’ MOLTO DI PIU’ ED E’ TUTTO DA SCOPRIRE

  1. ciao ragazzi, bellissimo articolo. In passato ho frequentato Vetan per alcuni anni e il vostro articolo mi ha fatto intravvedere un sacco di bellissime novità per cui … non vedo l’ora di farci nuovamente un salto … e magari anche due 🙂
    ciao e a presto
    Marcello

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