Adventure Outdoor Fest 2018 – I 5 MOMENTI TOP DI VERTICALES

La domanda è sempre la stessa. Perché spararmi 1000 km? Questa volta per giunta in treno con lo zaino zeppo di materiale da campeggio? Risposte plausibili. Abito nel punto più occidentale d’Italia e per raggiungere qualsivoglia cosa mi tocca spostarmi. Oppure: il dinamismo del pensiero è legato a quello del corpo e per recepire nuovi stimoli bisogna muoversi. Eccomi allora in arrivo alla sesta edizione dell’Adventure Outdoor Fest, nel cuore delle Dolomiti nella splendida cittadina di San Candido che, quest’anno ha ospitato l’evento dal 27 giugno al 1 luglio 2018.

Arrampico poco e male, corro col fiatone e non mi occupo (né per lavoro né per diletto) di sport outdoor. Il mio blog Verticales indaga le evoluzioni dell’immaginario legato alla montagna nell’epoca del web e dei social. Così ho pensato: perché non confrontare i contenuti della digital strategy di un festival con le impressioni della community fuori dallo schermo, sulla piazza, tra gli stand, in tenda, ecc.?

Adventure outdoor fest San Candido 2018
#DOLOMEET è l’hashtag di questa sesta edizione del Festival, a sottolinearne le caratteristiche, sempre più marcate, di luogo di incontro, confronto, scambio e condivisione.

Eccoci allora in partenza. Ho radunato gli amici mountain blogger e siamo:

  • Mariana Zantedeschi, Giulia Forlati e Sofia Lonardoni di 4810 m di Bla Bla Bla le inarrestabili ragazze dell’alpinismo chiacchierone sulle Alpi ed oltre (si parla di una spedizione in Afghanistan!);
  • Federico Rossetti di Red Climber (ma in incognito, come i veri vip, si celano anche Luca Castellani ed il socio Misha Cattabiani);
  • Il mitico Matteo Will Bertolotti di Sass Baloss che festeggia i 15 anni online con la t-shirt dallo strepitoso design.
Blogger meeting al tree camp presso il Toblacher See Camping
Blogger meeting al tree camp presso il Toblacher See Camping: grazie a Federico e Mariana per l’allestimento. Nomination speciale a Sofia che ci ha portato biscotti fatti in casa. Luca ci ha rifornito di Chinotto, indispensabile per ogni avventura outdoor.

Proveniamo da località diverse (Verona, Oulx, Parma, Belluno, Osio Sotto) e ci diamo appuntamento al lago di Dobbiaco. Ci siamo già persi? No, siamo ospiti del Camping Toblacher See dove incontriamo subito Adriano Ribera, CEO & founder di Tentsile Italia, “un gentiluomo […] che è tale stando in terra come stando in cima agli alberi” parafrasando Il barone rampante di Italo Calvino. È tardi, ci sorride (nonostante stia ritardando la cena) e ci conduce alle nostre tende sospese. Sono colorati triangoli di tessuto hi-tech, ancorati in sicurezza agli alberi che permettono di dormire in comodità, lontani dal terreno: io ho schivato – non schifato! – alcune ranocchie scongiurando il pericolo di sgnaccarle al buio!

Tende sospese tra gli alberi by Tentsile Italia
Le tende Tentsile sono concepite come case sugli alberi portatili. Uniscono il comfort di un’amaca e la sicurezza di una tenda. Sul sito Tentsile Italia trovate tutti i modelli disponibili e le nuove proposte 2018 tra cui la tenda galleggiante sull’acqua presentata all’ultima fiera di Friedrichshafen.

Risveglio, pronti, via!, Il Festival ha un programma fittissimo con attività ed eventi per tutti, bambini inclusi: yoga, slackline, barefoot hiking, concerti all’alba, indoboard, ecc. Lascio la gara 3 Cime Street Boulder alla portentosa Giulia che si è classificata quarta sdrusciandosi su cornicioni e lampioni; lo stage di running tocca a Sofia che ha corso per due giorni con l’ultratrailer Michele Evangelisti.

Giulia Forlati (o Giulia 4Side) e Aleksandra Taistra. Michele Evangelisti all'incontro Clouds condotto da Andrea Bianchi di MountainBlog.
Giulia Forlati (o Giulia 4Side) e Aleksandra Taistra. Michele Evangelisti all’incontro Clouds condotto da Andrea Bianchi di MountainBlog.

Ma cosa vi racconto allora? Ai talks di Clouds by MountainBlog ho imparato da Emily Louise Simonis di igers_suedtirol che le cose notabili da comunicare sono sempre dispari.

Ecco allora i miei 5 momenti top dell’Adventure Outdoor Festival 2018.

#1 – Forma e materia: 200 anni di Grivel

Producevano zappe, serrature e ferri da cavallo. Poi a Courmayeur venne la stagione dell’alpinismo e la richiesta di equipaggiamenti per l’alta quota: dai primi chiodi per le suole degli scarponi a ramponi, picozze e moschettoni. Come quello che ci è stato regalato all’ingresso della serata: il Twin Gate, un dispositivo che rivoluziona l’idea di sicurezza in parete grazie ad un innovativo sistema di chiusura a doppia levetta, premiato per il suo design con il Compasso d’Oro 2016. Dalla platea durante la conferenza si leva un continuo clack-clack che ne dimostra la facilità di utilizzo (forse anche come anti-stress?). Sullo schermo che sovrasta il palco scorrono le immagini: che tipo di montagna comunicano i prodotti Grivel? Un ambiente trasmesso nella sua genuinità dove, aristotelicamente, forma e sostanza s’uniscono. La rappresentazione senza orpelli superflui riflette l’essenzialità dell’azienda che punta alla sicurezza e alla funzionalità strutturando una comunicazione molto solida. Eroi delle vette e scenari dal tono sensazionalistico lasciano il passo ad una seria illustrazione di prodotto. Guardatevi il video con Herve Barmasse: nessun vippismo, tanta professionalità. Ed anche quello sulla “mitica gialla”, la borsa Grivel che accompagna i partecipanti del Tor des Geants in un viaggio di tangibile fatica.

La serata Grivel per il bicentenario dell'azienda a San Candido.
La serata Grivel per il bicentenario dell’azienda a San Candido. Il moschettone commemorativo è stato molto gradito!

#2 – La montagna? Un abisso al contrario con O.N.E. Project Research

Come blogger siamo approdati al Festival con una metafora marina, quella dell’ancora. Sull’onda di un articolo scritto con Mariana, ci pareva un simbolo affascinante per demitizzare certe visioni dell’alta quota e proporre una comunicazione di montagna che, come l’ancora, vada a fondo, non si arresti alla superficie e rallenti i tempi di elaborazione. C’è chi non l’ha capita: un ospitone che ci ha liquidate con sbrigativo disinteresse. C’è invece chi ha costruito un progetto scientifico sull’affinità mare-montagna. D’altra parte la vetta non è che un abisso al contrario: ce l’ha spiegato Alberto Oro di O.N.E (Oxygen Nature Emotion) Project Research, il progetto che mira a contenere i malesseri collegati alle attività in montagna con tecniche respiratorie mutuate dall’apnea. Uno degli ambassador della ricerca è infatti Umberto Pelizzari, campione della gestione dell’ossigeno in condizioni estreme. Imprese da superuomini? No, da uomini e donne non necessariamente atleti che, alla piscina di San Candido, hanno sperimentato una sessione mattutina di Ice Breathing secondo il Wim Hof Method con l’immersione nell’acqua fredda (noi non l’abbiamo fatto, ma solo perché abbiamo fatto tardi!).

Il progetto presentato al talks di Clouds ospite di Watchler, la bottega di San Candido che coniuga l'artigianato tipico ad una strepitosa pasticceria.
Il progetto presentato al talks di Clouds ospite di Watchler, la bottega di San Candido che coniuga l’artigianato tipico ad una strepitosa pasticceria.

#3 – The Clean Approach. Un film per cambiare insieme

Il Festival, ogni anno, proietta cortometraggi d’avventura dalle più famose produzioni internazionali assegnando il Grivel Golden Axe Award alla migliore proposta. Il documentario The Clean Approach nato dalla scrittura di Luca Albrisi, da lui co-diretto insieme ad Alfredo Croce, e prodotto da Pillow Lab non ha vinto, ma ci piace. Quanto ci piace! La prepotente visione dell’outdoor fatta di sport adrenalinici e frenesia chiassosa viene totalmente sovvertita. “Essere outdoor” significa percepire, durante l’attività in montagna, il proprio legame con il creato che, come avverte l’antropologo Duccio Canestrini, l’uomo tende a leggere nei termini di uno sfruttamento illimitato delle risorse. Un puppone cultural-ambientalista dunque? No, è un racconto che rapisce per la sua bellezza ed unisce al fascino dell’immagine la forza delle parole che – alle volte ce ne dimentichiamo! – possono contribuire a cambiare le cose.

Nel docu-film trovo Tiziano Canella, giovane guida alpina della Val di Sole, noto in Valle di Susa come nipote della mia amica Marinella Manfredi. Bravo Tiziano!
Nel docu-film trovo Tiziano Canella, giovane guida alpina della Val di Sole, noto in Valle di Susa come nipote della mia amica Marinella Manfredi. Bravo Tiziano!

#4 – Un pesce fuor d’acqua si adatta: l’evoluzione di Moreno Pesce

Quando ho visto la protesi in fibra di carbonio e titanio spuntare dai pantaloncini ho pensato a quella vignetta dove un pesce cammina sulle pinne e conquista la terraferma. La spinta al cambiamento nel caso di quest’altro Pesce è stato un incidente che ha determinato un reset nella vita di Moreno. Un percorso tutto in salita che l’ha portato a trasformare una situazione di limitazione in uno stimolo per l’azione fino a partecipare a competizioni di vertical race e trail running: “provateci. Riscopritevi camminatori e sognatori secondo i vostri ideali. Il tempo non conta. Non serve correre, basta camminare per star bene”.

"Poi un giorno, la mia vita si è fermata. Forse andavo troppo di fretta e ho imparato a guardare…pensare…e aspettare…dopotutto, perdere una gamba, non è poi così grave" (dal sito www.scarpa.net)
“Poi un giorno, la mia vita si è fermata. Forse andavo troppo di fretta e ho imparato a guardare…pensare…e aspettare…dopotutto, perdere una gamba, non è poi così grave” (dal sito www.scarpa.net).

#5 – Outdoor è uscire alla scoperta: il mio primo Aufguss

Adesso scopro che c’è persino un campionato mondiale. Sul momento ho dato fiducia a Matteo Will Bertolotti che mi ha descritto l’esperienza come qualcosa di imperdibile. Entriamo e sono subito accolta dal calore del legno chiaro che riveste le pareti. Ma c’è ben altro calore! Siamo in sauna e ci sono suppergiù cento gradi. C’è anche un maestro di sauna che danza con movimenti ipnotici: sventola un asciugamano, versa olii essenziali e crea delle sciabolate di vapore che ci investono a ritmo della musica. Bach e Beethoven? Macché, rock potente! Dopo quindici minuti ci buttiamo nelle acque fredde del laghetto. Ci scrolliamo di dosso il sudore, lo stress, ma anche l’immagine leziosa del wellness. L’outdoor è anche questo: significa uscire all’aria aperta, ma anche fuori dai confini stabiliti e dalle vie già battute, lontano dagli stereotipi e dai pregiudizi che, tristemente ancora oggi, sembrano dilagare sempre più.

 

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