Camaiore Slow Travel Fest – dal 14 al 16 settembre 2018

Magic bus. Cosa ti viene in mente? Alexander Supertramp, il protagonista di Into The Wild, elogio del mondo widerness, che scelse di vivere (e di morire) tra i boschi. E poi Woodstock con il mitico furgoncino Volkswagen psichedelico. Ma c’è anche il magic bus che condusse Manolo in Afghanistan negli anni Settanta. Insomma: dietro ad ogni viaggiare lento, si scopre una storia carica di rivolti affascinanti.

Chissà cosa scopriremo nel nostro viaggio slow dal Piemonte alla Versilia? Dal 14 al 16 settembre saremo a Camaiore Slow Travel Fest come blogger partner. Qualcosa che ci incuriosisce l’abbiamo già sbirciato e ve lo raccontiamo in anteprima (tenendo conto che i prequel sono sempre più difficili che i sequel).

Un pallone gonfiato di nome Rosetta

Una delle vicende più mirabolanti della storia del turismo alpino è sicuramente il Pallone Frenato di Casoli, battezzato “Rosetta”. Il progetto nacque nei primi anni del Novecento, da un ingegnoso connubio tra spirito imprenditoriale ed inventiva ingegneristica. Come rendere accessibili due alberghi sul Monte Matanna? Con un’ascensione in pallone aerostatico, un volo panoramico per trecento metri più a monte fino alla Foce (oggi Foce del Pallone) per poi proseguire su di una carrozza trainata da cavalli. Elegante ed avvenieristico. Forse troppo, tanto che si narra che l’impianto – colpevole dell’abbattimento di una madonnina votiva – fu punito dal cielo con una violenta tempesta che lo distrusse completamente. Una storia da film che ci fa scoprire un volto inedito delle Alpi Apuane: con le Guide Prorock Outdoor sabato 15 settembre saremo a spasso nel tempo, sui crinali del Matanna. Nei tre giorni di festival sono in programma altri fantastici trekking, accessibili a tutti, che spaziano dall’esplorazione archeologica, speleologica e naturalistica: il programma completo lo trovate qui.

  

La luce del Makalu

Con la nostra amica Monica Re dell’Associazione Cuore Attivo Onlus parteciperemo alla proiezione del documentario The Light of Makalu di Niccolò Aiazzi, sabato 15 settembre alle ore 17.30 presso il Teatro dell’Olivo. La ricostruzione post sisma in Nepal assume delle forme inedite: avete mai sentito parlare di earthship? Sono edifici con sistemi di riscaldamento e raffrescamento ad energia zero, indipendenti dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico ed energetico: una bio-struttura costruita con materiali di riciclo come i vecchi pneumatici. Che idea per costruire una scuola! Le guide alpine valsesiane Seppi Enzio, Michele Cucchi e Marco Zaninetti hanno acceso la speranza, una luce che brilla nel minuscolo villaggio di Rapsa. Ma la nostra amica Monica cosa sarà andata a fare fin là? E soprattutto lei – che mai e poi mai si zittisce – in che lingua avrà parlato tutto il tempo?! Vi aspettiamo alla proiezione.

 

 

Manolo (e tutti gli altri)

Ci sarà lui. Il vip. Il top. Il mago. Chiamiamolo come ci piace. Insomma: è l’ospite di punta del Festival che sabato 15 settembre alle ore 21.00 in Piazza San Bernardino presenterà il suo ultimo (e per ora unico) libro Eravamo immortali. Un romanzo autobiografico con un serrato sequel di imprevisti, incidenti, disguidi, intoppi: non so a voi, ma a me ricorda molto il tormentone di South Park “hanno ammazzato Kenny” per le numerose volte in cui Maurizio Zanolla ha rischiato di lasciarci le penne. Ora che la penna l’ha presa in mano ci narra del suo contributo alla storia dell’arrampicata. Una storia fatta di grandi e di piccoli nomi: accanto al big, potremo incontrare una serie di personaggi che si dedicano con passione e professionalità al mondo del climbing. Da non perdere domenica 16 settembre la gara di arrampicata riservata alle guide alpine italiane e internazionali.

Slow, ma active

Slackline, yoga, arrampicata, natural running, snorkeling, mtb, convegni, mostre. Ma non andavamo ad un festival slow? Lento, ma dinamico nella sua offerta di attività. Confido nel bel tempo e nell’incastro delle varie proposte in calendario. Nello zaino porto anche corda e scarpette: per la pura voglia di sperimentare le belle falesie di Camaiore e per smentire la tendenza – sempre più in crescita – di chi si sottrae per timidezza, titubanza o semplice ritrosia di fronte all’immagine del climber forzuto, infallibile, attaccato coi denti ad un 7b+. Siamo scarsi, ma siamo curiosi e intraprendenti: crediamo che i festival siano occasioni di incontro e di confronto per tutti. Ci vediamo a Camaiore allora?

Per info date un’occhiata al sito: http://camaiore.slowtravelfest.it/

 

 

 

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1 opinione riguardo a “Camaiore Slow Travel Fest – dal 14 al 16 settembre 2018

  1. Non sapevo la storia del pallone aerostatico! Ecco perché la foce si chiama così.. Vicino c’è anche Foce di Grattaculo, sarebbe interessante conoscerne l’origine a sua volta🤣

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