Nuvole sulle cime. La montagna a fumetti

Vivere ai limiti non è facile. Esser confinati ai bordi, lo è ancor meno.

La montagna ed il fumetto condividono il medesimo destino. Vengono spesso definiti marginali.
Un’area ed un’arte di confine. Inquadrati in una vignetta troppo stretta.
Per fortuna c’è la vastità della montagna che allarga gli orizzonti.

L’inedita mostra Pic & Bulle. La montagne dans le BD, visitabile a Grenoble fino al 30 Aprile 2017,
opera un cambio di prospettiva davvero originale. Centodue opere originali disegnano
un viaggio nell’immaginario di montagna che conduce in dimensioni spazio-temporali reali e fantastiche.

 

Montagna a fumetti     Lucky Luke    Le sommet des deux

Gli albori del fumetto si rintracciano a grandi altezze, sulle Alpi svizzere, grazie alle produzioni di Rodolphe Töpffer. Era il 1827. Da allora, tutti i generi di questa forma espressiva – dal manga giapponese al graphic novel – prima o poi hanno trovato un approdo sulle vette.

Dalle Alpi all’Himalaya, fino alle catene mountuose fantastiche, quelle che – come direbbe Lovercraft – appaiono solo nei nostri sogni. Tintin nel 1960 sale sull’altipiano del Tibet alla ricerca dello Yeti. Qualche anno prima, nel 1951, Topolino era intento nella scalata alla montagna magica. Si prosegue con Asterix, Lucky Luke, Thorgal e tanti altri.

Fumetti e montagne condividono un percorso tortuoso nel riconoscimento della propria identità culturale.
Il fumetto ha combattuto per vedersi attribuire una validità d’esistenza nel panorama delle produzioni artistiche.
E le Alpi? Lottano tuttora contro i pregiudizi, contro l’immagine di banlieue blanche ad uso e consumo delle popolazioni urbane.

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