La lotteria del destino. Raccontare i cambiamenti climatici al BC 2019.

Blogger Contest 2019
Questa storia partecipa al Blogger Contest 2019 di Altitudini.it

Climate Fiction, o cli-fi, è un genere che esplora le conseguenze dei cambiamenti climatici tracciando scenari post-apocalittici. Diluvi, desertificazioni, incendi, migranti climatici, guerre per le risorse idriche e così via. Rappresentazioni esagerate? Vi vengono subito in mente le scene tragi-comiche dei B-movie del ciclo tv Disaster Night? Ecco il punto. Preservare l’ambiente è un messaggio troppo importante per essere inscatolato e venduto come qualsiasi altro prodotto. L’ecologismo e l’arte devono scendere in campo per far fiorire l’immaginazione nel comune tentativo di salvare la bellezza della nostra Terra.

L’ edizione del Blogger Contest 2019 di Altitudini è dedicata a “La grande estinzione” e questa storia è il mio contributo all’invito ad “immaginare come forma di resistenza, come lotta creativa, verso un piano collettivo capace di salvare tutti” (Matteo Meschiari).

 


LA LOTTERIA DEL DESTINO di Alessandra Longo

La lista prevede milletrecentoquarantasei ottemperanze. Ogni check accende una lucetta verde, un barlume elettrico che rischiara di speranza il tuo destino. Illuminate tutte le spie – auguri baby, è il tuo Natale! Sfavillanti di gioia, i selezionati dissimulano la loro esuberanza in una cauta indifferenza. D’altra parte: voi, poveri dannati all’inferno, gioireste per chi ha ottenuto un biglietto per il paradiso?

Tornano a casa, zitti, – caro sei sicuro che vada tutto bene? – e vivono nel segreto – certo cara, è lo stress, questo caldo asfissiante – finché non arriva il giorno della Chiamata. Una mattina rovente, come tutte le altre, allungando la mano sotto il cuscino, poco più in là, una moglie non troverà null’altro che un biglietto spiegazzato. La lista, quella completata dal consorte ora lassù, nell’azzurro.

Tutte le storie dell’approdo, lassù, si assomigliano. Amore mi sento leggero come non mai ! Ogni cosa da qui sembra piccolissima! Sarà la differente composizione dell’aria. O forse, chissà, l’alterazione della percezione, uno sconquasso dei sensi che d’improvviso tornano ad esser recettivi. Fatto sta che lassù le cose son ben diverse.

Punta Quattro Sorelle
E se le montagne diventassero aree off-limits? Punta Quattro Sorelle, Val di Susa

Tutto è libero e maestoso. Nulla è ingabbiato nel cemento, incellofanato nella plastica, etichettato a barre. Tutto è vivo e forte, d’una vivacità sorprendente. I milioni di prodotti di laggiù non sono che una blanda imitazione della perfezione di questo sistema dove ogni cosa è un pezzo unico, collegato con fili invisibili a tutte le altre.

Dicono che una volta, il mondo, fosse unito – e quassù e laggiù regnasse questa bellezza. La chiamavano natura. E goderne non era un premio. Gli uomini salivano quassù e si stendevano sui prati, allungavano la mano, poco più in là, e portavano alla bocca un filo. Non una fibra sintetica, ma l’esile stelo d’un erba profumata, da succhiare senza pensieri, nella freschezza del verde e dell’azzurro. E d’inverno scivolavano nel bianco, avvolti dal silenzio.

Pré St. Didier
Distratti da noi stessi, la natura ci invita a ricordarci di vivere. Pré St. Didier, Val d’Aosta

Poi dev’essere successo qualcosa di irreparabile. E per evitare che il bianco, l’azzurro ed il verde venissero stemperati in un grigio senza rimedio, allora arrivò la lista. Tutti i territori al di sopra dei milleduecento metri divennero off-limits: divieto assoluto di accesso, transito e permanenza. Borghi evacuati, impianti di risalita smantellati, ponti, strade e ferrovie dismesse. Il governo emanò misure estreme di sorveglianza per preservare le uniche zone in cui la temperatura non superasse i 32 gradi.

Monte Chaberton
Invalicabili sono i nostri limiti, non le montagne. Monte Chaberton, Val di Susa.

Le montagne divennero così il premio, l’oasi per i disperati che vagano in questo gran deserto, il privilegio per coloro che completano la lista dimostrando di meritare una boccata d’aria finalmente pura. Punto 1 – legge la moglie spiegazzando il biglietto: “limita le emissioni di CO2 evitando di utilizzare l’automobile quando non è necessario”. Punto 2, Punto 35, 149, 836, 1090: ricicla, riduci, non sprecare, minimizza il tuo impatto.

Lo sguardo corre sull’interminabile elenco e forse qualche lacrima bagna il cuscino. No, non è la gioia per lui che è lassù. È lo sconforto per lei, per tutte le forzature che dovrà apportare quaggiù – giorno dopo giorno – alla routine della sua vita. Quanto vale superare la propria indolenza? Il costo d’un biglietto della lotteria, la cui estrazione comporta impegno, non fortuna. Primo premio: il nostro destino.


Queste sono le letture che hanno accompagnato la preparazione della storia:

– Kolbert, E., La sesta estinzione. Una storia innaturale, Neri Pozza 2014
– Sandal, M., La malinconia del mammut, Il Saggiatore 2019
– Barsanti, G., Una lunga pazienza cieca, Einaudi 2005

Conclusione. Ho scoperto l’acidificazione degli oceani e tante altre realtà abbastanza sconvolgenti.
Ho anche scoperto, sconvolgendomi di me stessa, quanto limitata sia la nostra conoscenza scientifica.

 

 

 

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